Doveva essere un ambiente sicuro e familiare, invece si è trasformato nel teatro di una tragedia. Una bambina di appena due anni sta lottando per la vita in un letto dell’ospedale pediatrico di Bari dopo essere stata aggredita e azzannata alla testa dal pitbull del nonno. Un’esplosione di violenza improvvisa e inspiegabile, che ha ferito anche la madre, intervenuta coraggiosamente per strappare la figlia alla furia dell’animale.
Il dramma si è consumato a Brindisi. Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio delle autorità, il pitbullsi sarebbe improvvisamente avventato sulla piccola, colpendola al capo e provocandole lesioni gravissime. In un gesto di istinto e disperazione, la madre si è lanciata sull’animale per liberare la figlia, rimanendo a sua volta ferita.
Subito dopo l’aggressione è scattata una disperata corsa contro il tempo. I soccorsi del 118 hanno inizialmente trasportato la bambina al punto di primo intervento di Fasano, ma la gravità della situazione ha richiesto un immediato trasferimento all’ospedale Perrino di Brindisi. Anche qui, però, i medici hanno capito che le ferite necessitavano di un’assistenza ancora più specialistica.
È stato così disposto il trasferimento d’urgenza all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, eccellenza del Sud Italia per le emergenze infantili. La piccola si trova ora ricoverata in condizioni molto gravi, e l’intera comunità è con il fiato sospeso, sperando in un miracolo.
Mentre una famiglia vive ore di angoscia inimmaginabile, le forze dell’ordine hanno avviato le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e per cercare di capire cosa possa aver scatenato una reazione così violenta da parte di un cane cresciuto in un contesto familiare. Un episodio che, inevitabilmente, riapre il dibattito sulla gestione di alcune razze canine e sulla prevenzione di incidenti che, in un attimo, possono trasformare la quotidianità in una tragedia.



