Il Capozza spinge, la squadra crea, ma il gol non arriva. Il Casarano debutta in Serie C con uno 0-0 che sta stretto per mole di gioco e numero di occasioni, fallendo l’appuntamento con una vittoria che sembrava matura. La formazione di Vito Di Bari domina possesso e campo, mette alle corde il Trapani per lunghi tratti, ma paga imprecisione sotto porta e un pizzico di sfortuna nelle scelte finali.
L’inerzia è subito salentina. Su punizione di Chiricò nascono i primi allarmi per la retroguardia granata; poco dopo, in rapida sequenza, l’ex Celiento e Cajazzo sfiorano il vantaggio, quindi Malcore, in posizione discutibile, costringe Galeotti alla risposta. La qualità del fraseggio cresce, la pressione pure: Pinto, pescato da un cross basso di Cajazzo che taglia tutta l’area, incorna alto da ottima mattonella; alla mezz’ora la sua botta dalla distanza trova ancora il portiere attento. L’unica nota stonata prima dell’intervallo è l’uscita di Maiello per infortunio, rimpiazzato da D’Alena senza intaccare il ritmo della manovra.
La ripresa racconta lo stesso copione. Chiricò inventa, allarga, rifinisce; al 49’ mette sul piatto d’argento un pallone che Malcore, a porta spalancata, alza incredibilmente. L’attaccante ci riprova di testa al 53’ ma manca il bersaglio. Galeotti diventa il migliore in campo del Trapani: para su Chiricò, vola sul colpo di testa quasi dalla riga di Cajazzo, si oppone di piede a Ferrara al 65’. Nemmeno l’episodio più favorevole gira: errore in uscita degli ospiti, Malcore scavalca il portiere ma Negro salva all’ultimo. Di Bari attinge ai cambi con Zanaboni, Millico e Di Dio, e la squadra continua a spingere. Pinto ha un’altra palla gol sull’ennesima imbucata di Chiricò, ma calcia sull’esterno della rete.
Nel finale arrivano le emozioni più crude: all’87’ Grandolfo grazia Chiorra dall’altra parte, un minuto dopo Zanaboni trova il varco giusto e mette dentro, ma l’arbitro fischia fallo su Pirrello e, dopo revisione a bordo campo con sistema FVS, conferma l’annullamento. Nove minuti di recupero non bastano a scardinare il muro.
Resta un punto che sa di occasione persa, ma anche la sensazione di una squadra già riconoscibile: catena destra produttiva, palleggio fluido, volume alto di cross e rifiniture. Se la mira si allinea alla qualità del gioco, il Casarano potrà trasformare la supremazia territoriale in risultati pieni. Oggi mancano i dettagli, non l’impianto.



