Un boato improvviso, la polvere, poi il silenzio carico di terrore. Un solaio è crollato questa mattina, intorno alle 10:30, in un appartamento in ristrutturazione nel pieno centro di Monteroni, in provincia di Lecce. Tre operai, il titolare dell’impresa e due suoi collaboratori, sono rimasti intrappolati sotto le macerie. Dopo ore di angoscia e un complesso intervento di soccorso, sono stati tutti estratti vivi. Una tragedia sfiorata che ha tenuto un’intera comunità con il fiato sospeso.
L’incidente è avvenuto in un cantiere autorizzato in via Spacciante, al primo piano di un edificio disabitato. Per cause ancora in corso di accertamento, la struttura del solaio ha ceduto di schianto, seppellendo i tre uomini che stavano lavorando. L’allarme è stato immediato e la macchina dei soccorsi si è mossa con un imponente dispiegamento di forze.
Sul posto sono confluite diverse squadre dei Vigili del Fuoco, anche con l’ausilio di autoscale, che hanno iniziato un lavoro tanto delicato quanto pericoloso: rimuovere le macerie pezzo per pezzo, per raggiungere i feriti senza causare ulteriori crolli. Nel frattempo, il personale del 118 e i Carabinieri hanno messo in sicurezza l’intera area.
Dopo una lunga e tesissima operazione, i tre operai sono stati finalmente liberati. Si tratta del titolare dell’impresa, un 58enne di Monteroni, e di due suoi operai, un 53enne di Copertino e un 52enne di origini bulgare. Tutti e tre, pur essendo coscienti, sono stati trasportati in codice rosso all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce per le gravi ferite riportate. Fortunatamente, nessuno di loro sarebbe in pericolo di vita.
“Siamo profondamente scossi”, ha dichiarato a caldo la sindaca di Monteroni, Mariolina Pizzuto. “Il fatto che siano vivi e coscienti ci solleva, ma non cancella la gravità dell’accaduto. La sicurezza sui luoghi di lavoro non può e non deve mai essere sottovalutata”. La sindaca ha espresso la massima vicinanza alle famiglie e ha ringraziato i soccorritori.
Ora, mentre i tre uomini sono affidati alle cure dei medici, inizia la seconda fase: quella delle indagini. Le forze dell’ordine e gli ispettori del lavoro dovranno accertare le cause esatte del cedimento strutturale e verificare eventuali responsabilità, perché un miracolo come quello di oggi non debba mai più essere necessario.



