Un attaccante, un mediano e un difensore d’eccezione, uniti per giocare la partita di calcio più importante: quella contro la povertà. Non è la formazione di una squadra di calcio, ma l’alleanza strategica che si siglerà lunedì prossimo a Lecce. L’U.S. Lecce, la Comunità Emmanuel e la Prefettura scendono in campo insieme per dare il via al progetto “Fai Rete contro la povertà”, un’iniziativa che usa la forza del calcio e la sinergia istituzionale per sostenere chi è più in difficoltà.
L’appuntamento per la firma del protocollo d’intesa è fissato per lunedì 23 giugno, alle 11:45, nella prestigiosa cornice del Salone degli Specchi della Prefettura di Lecce. A presentare l’iniziativa ci sarà una “squadra” che rappresenta i tre pilastri della società civile: lo sport, con il presidente dell’U.S. Lecce Saverio Sticchi Damiani; il mondo del volontariato, con il fondatore della Comunità Emmanuel, Padre Mario Marafioti; e lo Stato, con il Prefetto Natalino Manno.
Il progetto, promosso con forza dalla società calcistica giallorossa, nasce con un obiettivo concreto: sostenere l’Emporio della Solidarietà, il servizio gestito dalla Comunità Emmanuel che fornisce beni di prima necessità alle famiglie in difficoltà economica. Un’iniziativa che assume un valore ancora più profondo, poiché coincide con il 45° anniversario della fondazione della Comunità, un punto di riferimento storico per il territorio salentino.
L’idea alla base di “Fai Rete” è semplice quanto potente: i problemi complessi, come la povertà, si affrontano e si risolvono solo attraverso un vero e proprio “gioco di squadra”. L’U.S. Lecce mette a disposizione la sua enorme visibilità e la sua capacità di mobilitare la passione collettiva. La Comunità Emmanuel offre la sua esperienza decennale e la sua conoscenza capillare dei bisogni delle persone più fragili. La Prefettura garantisce il suo patrocinio istituzionale, elevando il progetto a un impegno civico di primaria importanza per l’intera provincia.
La conferenza stampa di lunedì non sarà dunque una semplice presentazione, ma il fischio d’inizio di un’importante partita di solidarietà. Un modello virtuoso che dimostra come lo sport, quando si unisce al mondo del sociale e delle istituzioni, possa diventare un motore di cambiamento potentissimo, capace di segnare il gol più bello: quello contro l’esclusione e la solitudine.



