LECCE — Dalle prime luci di oggi è in corso una vasta operazione dei Carabinieri del Comando provinciale di Lecce contro la criminalità organizzata nel capoluogo e in diversi centri del basso Salento: Racale, Alliste, Taviano, Melissano e Gallipoli. I militari stanno dando esecuzione a provvedimenti restrittivi disposti dal Gip del Tribunale di Lecce, su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di persone gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico e alla detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, lesioni personali aggravate, tentata estorsione, ricettazione, detenzione abusiva di armi, con aggravante del metodo mafioso.
Il dispositivo messo in campo è imponente: oltre 110 carabinieri del Comando provinciale sono impegnati simultaneamente in perquisizioni, notifiche e attività di polizia giudiziaria, con il supporto di unità specializzate. In particolare, sono stati attivati i militari dell’11° Reggimento Carabinieri “Puglia”, il Nucleo Cinofili di Modugno (BA) e lo Squadrone Eliportato Cacciatori “Puglia”, chiamati a garantire copertura operativa nelle fasi più sensibili, dalla ricerca di armi e droga al controllo di aree rurali e fabbricati isolati.
Secondo quanto disposto dagli inquirenti, l’azione si concentra su un presunto network criminale radicato nel territorio, che avrebbe gestito flussi di stupefacenti e messo in atto condotte violente e intimidatorie per presidiare le piazze dello spaccio e condizionare attività economiche. L’ipotesi del “metodo mafioso” è alla base della contestazione aggravata, a testimonianza di un presunto ricorso sistematico a minacce, coartazioni e reputazione criminale per rafforzare il controllo del territorio.
Le operazioni si svolgono in più tranche, con irruzioni programmate all’alba e un cordone di sicurezza a tutela dei residenti nelle aree interessate. Le attività tecniche comprendono la bonifica dei luoghi, il sequestro di eventuali reperti, l’acquisizione di dispositivi e documentazione utile a consolidare il quadro indiziario. Il coordinamento con la DDA mira a garantire la tracciabilità di ogni passaggio investigativo, dall’arresto alla successiva fase di garanzia.
Sul piano territoriale, l’intervento interessa un’area a forte vocazione turistica e commerciale, dove la capillarità della rete stradale e le connessioni con i principali assi di comunicazione possono favorire — secondo l’impostazione accusatoria — movimentazioni rapide di denaro, merci e sostanze. La presenza delle unità cinofile è cruciale per l’individuazione di occultamenti in autovetture, pertinenze e spazi comuni; lo Squadrone Cacciatori presidia invece i varchi in zone rurali e periurbane.
Riguardo alle persone destinatarie dei provvedimenti, si ribadisce che la misura cautelare non equivale a colpevolezza. Gli indagati sono presunti innocenti e la loro posizione sarà vagliata dall’Autorità giudiziaria nel contraddittorio tra le parti, fino a eventuale sentenza definitiva. Nel frattempo, l’Arma prosegue l’attività di documentazione e riscontro per cristallizzare responsabilità e ruoli all’interno del presunto sodalizio.
Il Comando provinciale invita i cittadini a non intralciare le operazioni nelle aree interessate e a segnalare movimenti sospetti. Nelle prossime ore, all’esito della notifica dei provvedimenti e dei sequestri, sono attesi aggiornamenti sugli esiti operativi e sull’eventuale materiale rinvenuto durante i controlli.



