La Tradizione della Scapece
A Gallipoli, cuore del Salento, c’è un piatto che non passa inosservato: la scapece gallipolina. Il suo colore giallo intenso, dato dallo zafferano, e il profumo pungente di aceto fanno subito festa.
Nata come metodo di conservazione del pesce minuto – come boghe o zerri – fritto e disposto a strati con mollica di pane intrisa di aceto e zafferano, la scapece è oggi una delle specialità più amate nelle sagre e feste patronali.
La Ricetta in Breve
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Ingredienti
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1 kg di pesce minuto (boghe, zerri o pesciolini simili)
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Farina q.b. per infarinare
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Olio di oliva per friggere
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500 g di mollica di pane raffermo
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250 ml di aceto di vino bianco
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Una bustina di zafferano
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Sale q.b.
Preparazione
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Pulizia e frittura del pesce: eviscerare il pesce, infarinarlo leggermente e friggerlo in abbondante olio caldo fino a doratura. Scolare e lasciare raffreddare.
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Preparazione del condimento: bagnare la mollica di pane con l’aceto, aggiungere lo zafferano sciolto in poca acqua tiepida e amalgamare bene.
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Composizione: in un contenitore (tradizionalmente un tino di legno), disporre uno strato di pesce fritto e coprirlo con la mollica insaporita. Continuare a strati fino a esaurimento degli ingredienti.
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Riposo: lasciare riposare per almeno 24 ore, così che i sapori si amalgamino perfettamente.
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Un Piatto che È Storia
Oggi la scapece gallipolina non è solo un piatto: è un simbolo. Racconta la storia dei pescatori, la vita nelle piazze salentine e il legame profondo tra cucina povera e identità culturale.
Chi visita Gallipoli non può andarsene senza aver provato questo piatto unico, che profuma di mare e di tradizione.



